È solo con il passare dei giorni che riusciamo a comprendere meglio le problematiche delle persone. Ormai conosciamo molti pazienti, qualche parola in inglese, altre in Nepalese, qualcuno che aiuta e traduce un pochino. Pian piano si è tutti un po’ amici. Così ci rendiamo conto che i contadini non hanno per lo più alterazioni dello Shen, molti hanno perso casa e alcuni parenti ma sono abituati alla vita dura, la mente è ben salda. Per lo più li trattiamo per i dolori muscolari ed articolari, ne hanno parecchi. I ragazzi più benestanti invece sono più soggetti allo shock e gli manca il respiro, non dormono la notte, hanno paura. Le persone più magre se la cavano meglio hanno qualche dolore ma in generale sintomi più lievi rispetto alle  persone sovrappeso e reagiscono più in fretta alla cura. Anche il bruciore alle piante dei piedi e alle gambe gli passa più in fretta. Essendo più sottili soffrono un po’ meno della carenza dell’elemento terra, così almeno ci pare. Sebbene molti dormano in tenda e non più nelle case al momento non abbiamo trattato infezioni nè febbri. Per il freddo della notte,  quando piove, inizia a comparire la tosse. Al momento non ci sono ancora i monsoni, il loro arrivo  sarà un vero problema. Ma restiamo ad oggi, la vita procede il più normale possibile, seppur con qualche difficoltà in più rispetto al mese scorso, quando la terra era silente.