Le giornate si susseguono serene e laboriose. I pazienti arrivano da mattino a sera, si punge anche col buio, nero vero, le lampadine non ci sono o forse le lampade sono rotte non è ben chiaro, usiamo candele e torce fino a che tutte le persone in attesa hanno ricevuto il trattamento. Il Dott. Ashishi organizza tutto al meglio e traduce e sorride, sorride sempre. Dice che da quando c’è stato il terremoto è teso, a vederlo non pare, solo il polso lo rivela. Ci accoglie ogni giorno con naturalezza e cuore sincero. Aveva ricevuto questa clinica tre giorni prima del terremoto, l’ha inaugurata con noi, l’abbiamo riempita, ” non vi dimenticherò” ci dice. Non lo dimenticheremo, di certo nemmeno noi. Qui ai piedi dell’Himalaya siamo come a casa.