Ultima mattina, molta gioia nel cuore. L’accoglienza, l’amicizia, l’affetto plasmano lieti l’aria che respiriamo. Cuori aperti in realtà difficili da descrivere. Il quotidiano è sereno ma ai nostri occhi appare duro. Le persone comuni non hanno riscaldamento, l’elettricità è a tempo, molti non hanno una casa ma solo ruderi di pietre e lamiere. I neonati hanno culle fatte di cartone, scatoloni riempiti di maglie per mantenere un certo tepore.
Sorridono, hanno quel tanto che basta. Non han paragoni cui tendere, chi li ha vuole
lasciare il paese, molti giovani vanno. Non san bene loro nemmeno dove, ovunque ma via. Ma chi resta, vive di una vita semplice in cui le giornate si ripetono simili e costanti.
Regole tribali per leggi. Un loro mondo nel mondo. Ogni luogo lo è.